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Rotocalco

Due racconti, due film documentari su momenti, storie, personaggi che hanno segnato nel bene o nel male la storia d’Italia.

08-07-2016 21:10

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    Rotocalco

    Una puntata Rotocalco de La Grande Storia. Due racconti, due film documentari su momenti, storie, personaggi che hanno segnato nel bene o nel male la storia d’Italia.

    Sempre con il commento di Paolo Mieli.

     

    Si comincia con FIRENZE 1966. L’ALLUVIONE di Nietta La Scala. Cinquant’anni fa, nella notte tra il 3 e il 4 novembre 1966 l’Arno straripa a Firenze, e il mondo rischia di perdere per sempre la culla del Rinascimento. La città è sommersa da acqua e fango: case, negozi, chiese e musei, da Santa Croce, dove il Cristo di Cimabue resta 9 ore immerso nell’acqua, agli Uffizi, da Santa Maria Novella alla Biblioteca Nazionale dove l’acqua penetra nei sotterranei impregnando libri antichi e manoscritti. 35 morti; 70.000 famiglie alluvionate; 6.000 negozi distrutti. E poi 4.000.000 di libri; 14.000 opere d’arte  danneggiate o distrutte. Lo Stato sottovaluta il problema e interviene in ritardo. La città decide allora di fare da sola, Il sindaco Bargellini organizza un centro raccolta viveri allo Stadio Comunale,  si uniscono negli aiuti le case del popolo e le parrocchie. Si mobilitano anche gli studenti universitari fiorentini, a cui si uniscono 12.000 ragazzi arrivati da ogni parte d’Italia e dal resto del mondo: sono gli “angeli del fango”. Immediatamente partono anche i restauri: la Limonaia di palazzo Pitti diventa un “ospedale di emergenza per opere d’arte”, dall’emergenza nascerà la scuola di restauro più famosa al mondo.

     

    Il secondo racconto di questa puntata de La Grande Storia Rotocalco è SOCIALSMO. L’ULTIMA UTOPIA di Francesco Miccichè. Il 15 agosto 1892 si riuniscono nella Sala Sivori di Genova le Camere del Lavoro e le Leghe contadine di tutta Italia per fondare il Partito dei Lavoratori, che diventerà di lì a poco il Partito Socialista Italiano. Il vero vincitore del Congresso è Filippo Turati che riesce a fa nascere il partito dopo la separazione con gli anarchici. Le scissioni e le separazioni saranno una costante del Partito Socialista. Dopo quella con gli anarchici nel 1892 ci sarà quella di Bissolati nel 1911, poi quella comunista nel 1921, seguita nel 1922 da quella dei Socialisti Unitari di Turati e Matteotti, nel 1947 c’è poi la scissione dei socialdemocratici e infine quella dei “carristi” del 1964. E’ un partito che si separa e si scinde perché al suo interno la discussione e il conflitto sono sempre stati forti fino ad arrivare appunto alla rottura. Non è mai stato un partito dottrinario, come il PCI. Racconteremo la lunga storia socialista attraverso tre suoi protagonisti: Filippo Turati, Pietro Nenni e Bettino Craxi. Il partito nasce nel 1892 e muore di fatto nel 1994. Anche se dopo il ‘94 verrà rifondato, in realtà i socialisti, dopo la fine di Craxi, non troveranno più una casa comune. Si divideranno di nuovo, ma questa volta definitivamente. Quel che è certo è che il partito socialista ha comunque contribuito, a volte in maniera decisiva, a scrivere nel bene o nel male la storia del nostro paese. 

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