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Il prezzo della conquista

Ogni traguardo raggiunto, ogni vittoria, ogni conquista, che sia politica militare o sportiva, ha sempre un prezzo da pagare

17-06-2016 21:10

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    Il prezzo della conquista

    L’ITALIA VIOLATA - IL PREZZO DELLA LIBERTÀ di Marina Basile è il racconto del terrore dopo la felicità, della violenza che arriva da dove non te lo aspetti, dei liberatori che diventano nemici, di civili innocenti scambiati per prede belliche.

    La liberazione dell’Italia dal nazifascismo è segnata da uno dei delitti più odiosi: gli stupri da parte delle truppe coloniali aggregate al Corpo di Spedizione Francese, i cosiddetti goumiers.

    Solo nella zona di Esperia sono 3.500 le donne, tra gli  8 e gli 85, anni brutalmente violentate.

    800 uomini uccisi nel tentativo di difendere donne e bambini.

    Ma è una lunga catena di sangue e dolore partita dalla Sicilia risalita fino alla Linea Gustav ma che arriverà anche in un luogo apparentemente isolato e protetto: l’Isola d’Elba.

    La Francia destina alla liberazione dell’isola, testimoniata da immagini straordinarie e inedite, proprio le sue truppe coloniale…e subito si ripete l’orribile rituale delle aggressioni sessuali.

    Negli anni ‘50 saranno 60.000 le richieste di pensione e di indennizzo da parte delle donne violentate. Ma molte hanno taciuto.

     

    CAMPIONI IN CAMICIA NERA. IL PREZZO DELLA VITTORIA di Rosanna Lo Santo.

    Un regime nuovo, giovane, sano vuole, ha bisogno, di eroi. In ogni campo e soprattutto nello sport. Ne troverà in abbondanza, a partire da Primo Carnera che il 29 giugno 1933, conquista il titolo mondiale dei pesi massimi niente meno che al Madison Square Garden di New York. Diventerà un vero e proprio fiore all’occhiello del regime…fino alla prima sconfitta. La stella di Carnera tramonta presto, il 14 giugno 1934 perde il titolo e il regime lo abbandona subito.

    Fama più duratura avranno altri eroi del ventennio: Tazio Nuvolari il “mantovano volante”, o Giuseppe Meazza trionfatore con la nazionale di calcio nei mondiali del 1934 e del ’38. Eroi in camicia nera e braccio teso. Tutti tranne uno, Gino Bartali devoto più che al Duce alla Madonna, a cui dedica tutte le sue vittorie.

     

    1936. IL PREZZO DELL’IMPERO di Enzo Antonio Cicchino.

    Quello dell’Italia con l’Africa è un rapporto, forse un sogno, che parte da lontano.

    Quando l’Italia si consolida come stato unitario a fine ottocento in Europa esistono già degli imperi coloniali enormi. L’Africa in particolare è totalmente divisa tra le potenze europee. Nel 1885 un corpo di spedizione italiano sbarca a Massaua ma già due anni dopo ecco la prima sconfitta: Dogali. Passano alcuni anni è arriva la disfatta di Adua: 8.000 morti e 10.000 feriti.

    Il sogno africano turberà prima i governi liberali e poi diventerà un pensiero fisso per Mussolini che finalmente, nel 1936, coronerà il sogno di un impero coloniale italiano con la conquista dell’Etiopia. Ma sarà un sogno breve che si trasformerà in incubo. La sconfitta bellica costringerà l’Italia a lasciare le sue colonie ma, soprattutto, costringerà tanti italiani a rimpatriare velocemente. Saranno tanti, un numero difficile da calcolare, sicuramente ben oltre cento mila.

     

     

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