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Gli Archivi della Storia

La croce e la svastica

In onda venerdì 29 giugno 2012 alle 21.05

Più volte nei suoi cicli la Grande Storia si è occupata degli anni del nazionalsocialismo e del dominio assoluto di Hitler sulla Germania. Più volte è stata raccontata quella storia, più volte ne sono stati mostrati follia e orrore, omissioni e silenzi.

La croce e la svastica si propone di raccontare di quella storia alcuni aspetti meno noti e poco narrati.

È la storia di quei tedeschi che negli anni bui del nazionalsocialismo osarono alzare la testa e sfidare il potere del Führer. Pochi uomini che poco o nulla hanno potuto contro l’iniqua neopagana religione di morte e sterminio del Terzo Reich. Eppure ci sono stati, hanno agito, hanno testimoniato e lottato, in nome di Dio e della dignità umana, Tra loro alcuni uomini di fede, cattolici e protestanti, protagonisti di ferme e coraggiose proteste. Il loro motto era “Et si omnes ego non”, seppur tutti io no!

Si comincia con la storia di Clemens August von Galen, che la stampa alleata chiamerà il Leone di Münster. Un vescovo contro Hitler. Una voce che si leva alta e decisa dal pulpito del duomo di Münster contro l’agghiacciante, progetto nazista di eliminare le vite definite “indegne di essere vissute”. Un’eutanasia vile, crudele, assassina in nome di una purezza della razza, di una blasfema religione del sangue.

E ancora la storia di quei preti cattolici e pastori protestanti, deportati a Dachau perché avevano osato opporsi al regime.
Tra loro un nome per tanti Karl Leisner, un giovane diacono, malato e sofferente, ordinato sacerdote nel chiuso del campo di concentramento, sotto gli occhi ignari dei suoi aguzzini.

E poi Dietrich Bonhoeffer, protestante, uno dei maggiori teologi del XX secolo coraggioso e lucido oppositore al Regime, impiccato appena pochi giorni prima della fine del terzo Reich. E ancora Alfred Delp, il padre gesuita che collaborò col circolo di Kreisau. Un gruppo di cattolici e protestanti, che complottò contro il Führer. E Claus von Stauffenberg, il coraggioso colonnello della Wehrmacht, l’uomo che organizzò l’attentato a Hitler e depose la bomba a pochi metri dal Führer il 20 luglio 1944. Tutti arrestati, processati, torturati e massacrati come carne al macello.

Il film-documento presenta, in esclusiva, l’ultima testimonianza dell’ultimo sopravvissuto: il barone Philipp von Boeselager, il giovane tenente che procurò l’esplosivo per confezionare la bomba, scomparso a 92 anni, nel maggio 2008. E ancora la testimonianza di Mons. Hermann Scheipers, internato a Dachau tra il 1941 e il 1945 e della baronessa Pia Hoevel, nipote del vescovo von Galen.

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